Per quattro anni segrega la figlia perché in promessa per 15.000 euro

Ginosa Marina   14/09/2017

La ragazza, oggi 17 anni, ha chiesto aiuto a un coetaneo tramite una chat di un gioco per smartphone.

Ora la ragazza, grazie alla squadra mobile di Firenze, dopo  quattro anni di segregazione domestica, si trova in un luogo lontano e sicuro.

Lei è una ragazzina slava di etnia rom, era stata promessa in sposa dai suoi genitori , nel 2013, quando aveva appena tredici anni, a un connazionale residente in Francia, per 15.000 euro.  Gli agenti, coordinati dal PM  Angela Pietroiusti , sono riusciti a salvare la minorenne  al destino segnato dal padre, contro la sua volontà. Adesso l’uomo, 49 anni, è finito in carcere. L’accusa nei suoi confronti è riduzione in schiavitù.

La piccola promessa sposa è stata salvata da un’applicazione e dal wi-fi libero. Segregata in casa a Le Piagge e vigilata a vista dai familiari, usciva esclusivamente con parenti, per fare la spesa e piccole commissioni. I suoi le avevano tolto la possibilità di telefonare e mandare messaggi col cellulare ma gli permettevano di fare i giochi  off line. Durante alcune brevi passeggiate coi familiari, è riuscita ad agganciare un wi-fi libera che gli permetteva di giocare on line e usare la chat interna al gioco per comunicare con alleati e avversari virtuali, ma anche reali. Così, un anno fa, ha potuto rivelare a un ragazzo col quale giocava in rete la sua condizione e la sua sorte.

Il ragazzo ha allertato un centro anti violenza e quest’ultimo la polizia che allertatosi ha perquisito l’abitazione della promessa sposa, la cui partenza per la Francia era imminente. La famiglia , aveva già ricevuto 4.000 euro di anticipo per il matrimonio combinato. E stipulato un precontratto in cui si ponevano varie condizioni: la ragazza avrebbe dovuto essere portata in Francia, avrebbe dovuto mantenere la verginità, dimagrire per ritrovare la forma del primo incontro ed imparare a svolgere le faccende domestiche, pena la restituzione della somma versata.

 

 

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